Rufus84's Blog


Il mio “Grüne Hölle” (Inferno Verde) – Parte V (*)
6 agosto 2009, 6:35 PM
Filed under: Moto, Viaggi

(*): aggiunto, dopo tante richieste, il 2° e 3° giro fatti al Ring. 😉
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La voglia di bruciare subito il secondo giro si propone con forza… perché aspettare?!
Carlo fortunatamente frena la mia smanie, chiedendomi come mi è sembrato il primo giro assoluto in questa magnifica strada e la risposta, che ripeto ininterrottamente da qualche minuto è sempre la stessa: “CHE SPETTACOLO!”.
Dall’alto della sua pacatezza credo che Carlo un po’ mi compatisca, così tanta eccitazione forse è troppa, ma davvero non stò nella pelle.
Meglio ingannare l’attesa con l’ennesimo gelato e visto che ci siamo, scambiamo pure due chiacchiere con altri centauri italiani, nello specifico due fiorentini armati rispettivamente di Aprilia RSV 1000 R e di una splendida Ducati 1098 versione R.
Sono proprio simpatici, poi ogni battuta enunciata con la tipica C aspirata assume un connotato ancora più goliardico.
I mezzi in ingresso circuito si susseguono ininterrottamente fino ad un punto in cui la coda per l’accesso sembra essersi dimezzata. Guardo Carlo e tempo 1 minuto siamo di nuovo al cancello: meglio approfittare del poco traffico!
Ripassiamo il badge e siamo di nuovo dentro, solita sistemata e via!
La fortuna sembra proprio assisterci, non facciamo in tempo a tirare una marcia che incontriamo due vetture affiancate, nello specifico una fiammante AUDI R8 rossa ed una A4 Avant al suo fianco. Da quest’ultima un operatore armato di cinepresa si spinge completamente fuori dal finestrino per registrare dei video con la supersportiva di Ingolstadt come protagonista.
Carlo capisce la situazione ed in tempo zero sorpassiamo le auto. Questo vuol dire che ci siamo appena lasciati alle spalle un tappo che per qualche curva dovrebbe permetterci di girare senza preoccuparci troppo di eventuali missili terra-terra che dovessero sopraggiungere, bene!
E via di nuovo con la moltitudine di curve, saliscendi, staccate (poche) che caratterizzano il Nordschleife.
Il ritmo è molto più serrato di prima ed il godimento proporzionalmente maggiore.
Come prima, la presenza di Carlo è una manna dal cielo, in quanto le curve cieche che ci si pongono improvvisamente di fronte sono normale amministrazione per il mio compagno, che le gestisce con decelerazioni intelligenti e ben programmate.
Toh, guarda te chi compare alle nostre spalle, il fiorentino in RSV-R, ciao! Un cenno col braccio e poi lo vedo sparire al cavatappi Wehrseifen; subito dietro a lui anche l’altro signore in Ducati, ciao ragazzi, tenete alto l’orgoglio italiano voi che ne avete le capacità! 🙂
Schwalbenschwanz, Kleines Karussell, Galgenkopf, Döttinger Höhe ed ecco terminato un altro giro.
Questa volta sono leggermente sudato, non tanto dal caldo, che comunque non si fa sentire, ma dal ritmo tenuto.
Parcheggiamo e di nuovo la mia unica opinione sul tracciato è: “CHE SPETTACOLO!”.
Questo giro è stato molto più veloce del primo, con meno traffico e quindi meno preoccupazioni. Non oso immaginare cosa possa essere girare in completa solitudine e conoscendo le curve… roba da pelle d’oca!
Non faccio in tempo a riprendere fiato che sono già pronto a rientrare, solo che il mio entusiasmo viene fermato da 2 colpi di sirena ed un annuncio in tedesco fatto agli altoparlanti posti nel parcheggio del Ring.
Non capisco minimamente cosa viene detto ma vengono chiusi i cancelli e i mezzi in coda cominciano diligentemente a tornare ai parcheggi. Deve essere successo qualcosa all’interno: un incidente con invasione della carreggiata, una caduta, non ci è dato saperlo, fatto sta che l’ingresso all’Inferno è bloccato.
Poco male, come frequentatore dei circuiti nostrani sono abituato ad avvenimenti del genere, sono sole le 17.00 ed il circuito chiude alle 19.30, per cui tempo di risolvere la questione e dovrei riuscire senza problemi ad esaurire i giri acquistati; speriamo unicamente che nessuno si sia fatto male.
Come posso ingannare l’attesa di nuovo? Ovvio, un altro gelato… e siamo a 3! Oramai le ragazze al bar mi vengono incontro con questa specie di Coppa del Nonno in mano, poco male. 🙂
Il tempo passa e di riaprire i cancelli ancora non se ne parla. Anzi, ora un elicottero, probabilmente dell’eli-soccorso, sta sorvolando la zona del circuito posta a Nord.
Atterra e tempo zero si rialza; i casi sono due, o qualcuno si è fatto davvero male e l’hanno caricato di fretta e furia, oppure la presenza di questo mezzo di soccorso avanzato è inutile (e lo spero vivamente).
Il tempo passa, oramai solo 19.00 e la gente comincia ad andarsene! Eh no! Non posso aver fatto oltre 900km per girare solo 2 volte nell’Inferno Verde! Speriamo vivamente che riaprano, ho un conto in sospeso… 😉
Qualcuno nel cielo sente la mia sorta di preghiera ed alle 19.07 i soliti due colpi di sirena e l’annuncio in tedesco dichiarano di nuovo aperte le porte del Nordschleife.
Non fanno in tempo a mettere giù il microfono che, nell’ordine, ho già:
– incernierato la tuta;
– allacciato il casco;
– inserito i guanti;
– acceso la moto;
– portato al temperatura dell’acqua a 78°C!
Ed eccomi di nuovo qui, all’ingresso! Solito passaggio della Ring Card, solita sistemata al tutto e di nuovo sul rettilineo principale del tracciato.
Però c’è una grossa differenza dai primi due giri: questa volta il conto con il Nurburgring viene saldato in solitaria. Nel giro che mi appresto a fare sono solo, Carlo si trova dietro a me.
Nella mia mente mille pensieri, ma uno su tutti: non farti prendere la mano! Del circuito non hai imparato nemmeno mezza curva, l’unico insegnamento che hai avuto fino ad ora sono due: è pieno di curve cieche e non ci sono spazi di fuga! Occhio Raffaele, domani con il puledro sotto le chiappe devi tornare a casa.
Ma che ci volete fare? Tempo un rettilineo e mi sono già scordato di tutti le premesse perbeniste appena passate nella mia testa.
Pennello le curve in un’apoteosi di goduria motociclistica e adrenalina. Di fronte a me il Nurburgring e poco traffico.
Esco a tutta accelerazione dalla curva Aremberg e di fronte a me una cupa Honda S2000 nera come la pece mette la freccia a destra e si sposta sullo stesso lato. Brava, fammi passare, non ho tempo da perdere! 🙂
La passo sbriciolando le marce alla mia amata Falco, l’anteriore accenna al galleggiamento ma la discesa in cui stiamo fiondandoci esclude il prolungarsi di questo fenomeno.
Sono nel mio personale NIRVANA! 🙂
Via, passiamo pure questa VW Scirocco, acceleriamo, stacchiamo, riapriamo il gas a manetta!
Kallenhard e via, si prosegue ininterrottamente!
Ohhh, piano Raffaele…! Questa volta sono arrivato lungo, fortuna che ho ampi margini e riesco ad impostare la curva bene nonostante il panico abbia appena tentano di farmi aggrappare ai freni.
E’ da un po’ che non guardo gli specchietti, meglio dare un po’ di importanza anche a loro…. Difatti guarda te un po’ cosa mi trovo dietro: un arrogante BMW M5 a poco meno di un metro e mezzo. Neanche il tempo di pensarlo e sono già spostato a destra con la freccia azionata. Alzo il braccio per chiedere scusa nel caso gli abbia creato disturbo, ma dalla risposta del passeggero non credo proprio, a meno che il pollice alzato in Germania abbia significati diversi dai nostri. 😉
Via Steilstrecke Kurve, Caracciola Karussell. Non me ne ero accorto ma c’è un sacco di gente ad ammirare noi disgraziati sul circuito. Mi sembra di essere un pilota… ma sì, dai, salutiamoli!
E visto che ci siamo mostriamoli un’impennata… Scalo una marcia, alleggerisco il gas per poi ridarlo bruscamente tutto, l’anteriore si alleggerisce vistosamente, sono a circa 30 cm da terra quando la lancetta del contagiri sbatte sul limitatore, il motore perde coppia e mi fa atterrare violentemente la ruota anteriore… che figuraccia!!! 😉
Vabbeh, sono tedeschi, chi li rivede più…
Per la terza volta Kleines Karussell, di seguito Galgenkopf ed eccoci nuovamente sul rettilineo principale. Questa volta i metri che mi separano dall’uscita li faccio tutti al limitatore, vedo sul tachimetro oltre i 230km/h… bon, ora devo rallentare.
Ho appena terminato il giro in solitaria al Ring, che libidine!
Rientro al parcheggio, mi levo il casco e con lo spirito colmo di soddisfazione vedo giungere il buon Carlo a bordo della MZ.
Dato l’ora ormai prossima alla chiusura del circuito (prevista per le 19.30) decidiamo di rientrare immediatamente e di bruciare l’ultimo giro a nostra disposizione.
Ahimé, per la seconda volta in questo viaggio la sfortuna mi gira le spalle (la prima era la cacciata dall’albergo prenotato la notte prima).
Siamo in prossimità dell’ingresso solo che quest’ultimo, con qualche minuto di anticipo, viene chiuso di fronte a noi; la libidine di girare al Ring si interrompe in questo momento, anche se tra me e me sono completamente soddisfatto, oltre al fatto che ho ancora la moto intera e le ossa integre, la superstizione mi dice di non fare mai l’ultimo giro… o almeno di non dichiararlo apertamente… (i motociclisti che frequentano i circuiti capiranno). 😉
Mi ritengo soddisfatto, ho finalmente esaudito una delle righe della mia “Wish List”, girare in moto al Nurburgring!

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Il mio “Grüne Hölle” (Inferno Verde) – Parte IV
3 agosto 2009, 3:02 PM
Filed under: Moto, Viaggi

E’ passata oltre una settimana dal rientro di questa incredibile avventura ed è il momento di tirare le somme.

Il tachimetro dice: 33.964 km

Ossia sono stati macinati 2120 km in tre giorni. Una bella devastazione per corpo e spirito, soprattutto quando ne fai un terzo tra pioggia, coda e freddo.

Fatto stà che adesso ho già voglia di tornare e se qualche mio amico dovesse chiedermi di fargli da “guida” sarei ben felice di riprendere in mano il Falcone e ri-prepararlo per il viaggio.

Certo, solo girandoci sopra ti accorgi della pericolosità del cicuito per cui mi sento assolutamente di SCONSIGLIARE il Nurburgring-Nordschleife a coloro che definiscono questa “strada senza limiti di velocità a senso unico” un circuito.
Niente di più sbagliato! Qui bisogna tenere un comportamento il più possibile rigoroso, bisogna far passare coloro che sono più veloci di noi e lo si fà mettendosi sul margine destro della carreggiata e indicando che li vogliamo far passare utilizzando la freccia a destra. Chi sorpassa dal canto suo deve utilizzare al freccia sinistra e può farlo unicamente se chi lo precede ha eseguito le operazioni sopra menzionate.

Se poi si è in moto c’è da mettersi nell’ordine delle idee che siamo più veloci sui rettilinei per il 90% delle auto circolanti, ma in curva la situazione si ribalta. Sembra strano ma le auto girano molto più veloci dei centauri a parita di abilità di guida.

Inoltre frenano molto più forte!

Uomo avvisato mezzo salvato.

Entrati però in quest’ottica il “Ring” non può essere altro che una libidine, quasi una droga irrinunciabile, solo che non è illegale! 🙂